Passeggiare per Gravellona Lomellina è come sfogliare le pagine di un libro d’arte che prende vita tra le vie del paese.
Qui, le case non sono solo abitazioni, ma tele che raccontano storie e colori. Un esperimento affascinante, iniziato negli anni ’90 grazie all’intuizione del pittore surrealista Luigi Regianini e di sindaci illuminati che hanno trasformato questo piccolo borgo in un museo a cielo aperto.
Oggi Gravellona Lomellina e la vicina Barbavara sono “paesi d’arte”.
L’idea di portare l’arte fuori dalle gallerie, di renderla accessibile a tutti, è un concetto che Gravellona condivide con altre realtà italiane che hanno fatto della strada un’esposizione permanente.
Volpedo, in provincia di Alessandria, omaggia il suo illustre concittadino Giuseppe Pellizza, autore de Il Quarto Stato, attraverso un percorso artistico che guida i visitatori tra le opere e i luoghi che lo hanno ispirato.
A Milano, nel quartiere dell’Ortica, l’arte urbana si è fatta strumento di memoria collettiva, con murales che raccontano la storia sociale e culturale del territorio.
Ciò che rende unico Gravellona Lomellina è l’integrazione totale tra paese e arte: qui le opere non sono solo murales sui muri, ma entrano in dialogo con l’ambiente circostante.
Le cabine elettriche diventano personaggi fantastici, i paracarri e gli spartitraffico si trasformano in elementi colorati, mentre sculture di ferro battuto spuntano dai tetti come presenze sospese tra sogno e realtà. Ogni giugno, la Festa dell’Arte celebra questo spirito creativo, aggiungendo nuove opere e rinnovando il legame tra arte e comunità.
Ma un progetto così ambizioso ha bisogno di cura e manutenzione costante per restare vivo nel tempo. L’arte urbana, per sua natura esposta agli agenti atmosferici e all’usura, rischia di perdere il suo fascino se non viene preservata con attenzione. L’esperienza di Ortica e di Volpedo dimostra che, per mantenere un museo a cielo aperto, servono interventi periodici di restauro, sensibilizzazione della comunità locale e un piano di gestione che garantisca la valorizzazione a lungo termine.
In un’epoca in cui il concetto di spazio espositivo si sta evolvendo, luoghi come Gravellona Lomellina dimostrano che l’arte può uscire dai musei tradizionali e diventare parte integrante del paesaggio urbano e della vita quotidiana delle persone. Un’idea rivoluzionaria, capace di trasformare un paese in un’esperienza artistica continua.
La sfida non è solo creare nuove opere, ma preservarle, rinnovarle e farle vivere nel tempo, perché l’arte urbana non sia solo un’istantanea effimera, ma un patrimonio permanente per le generazioni future.