L’ego è un ospite ingombrante.
Entra senza bussare, si siede al centro della scena, pretende attenzioni.
Vuole l’ultima parola, anche quando sarebbe più elegante il silenzio.
Si nutre di certezze, di opinioni non richieste, di applausi di carta.
Le sue frasi iniziano con “Io” e finiscono nel nulla.
Lo riconosci nei gesti che impongono, nelle voci che schiacciano, negli occhi che guardano senza vedere.
L’ego non dialoga, dichiara.
Non ascolta, attende il turno per parlare.
Eppure, dietro tanta sicurezza, si nasconde una paura sottile: quella di svanire.
Chi è grande non ha bisogno di urlare per esistere.
Chi ha valore non si misura dallo spazio che occupa, ma da quello che concede e la vera forza non è imporsi, ma sapersi fare da parte quando serve.
Chi costruisce muri con il proprio orgoglio, prima o poi si ritrova prigioniero della sua stessa solitudine.