Prosegue il percorso ‘Imprenditori 4.0’ che sto tenendo presso Ascom - Confcommercio Pavia.
Uno degli errori più comuni nella comunicazione, sia del pubblico che nel mercato tra aziende e privati, è pensare che fare qualcosa sia sufficiente per ottenere attenzione e partecipazione.
Ma senza una strategia chiara di distribuzione del messaggio, anche l’iniziativa più lodevole rischia di restare invisibile.
Se io, il mio benzinaio e la mia vicina di casa sappiamo di un evento, ma nessun altro ne è a conoscenza, sarà difficile che quell’evento abbia successo.
Il problema non è nell’iniziativa in sé, ma nel modo in cui viene comunicata. Distribuire il messaggio è tanto importante quanto il contenuto del messaggio stesso.
Un piano editoriale non serve solo a evitare una pubblicazione “schizofrenica” e casuale, ma aiuta a:
- Pianificare i contenuti in modo coerente e strategico
- Identificare i canali giusti per raggiungere il nostro pubblico
- Sincronizzare i tempi di comunicazione con la capacità organizzativa delle persone
- Lasciare spazio a contenuti estemporanei, senza perdere il filo della strategia
I due pilastri su cui si fonda la strategia sono: contenuto e distribuzione
Molti si concentrano esclusivamente sul “cosa dire” (contenuto) e trascurano il “come farlo arrivare” (distribuzione). Il miglior contenuto del mondo, senza una buona strategia di distribuzione, non avrà alcun impatto.
Bisogna scegliere i mezzi giusti per il pubblico giusto: social media, newsletter, eventi, passaparola, PR e Networking, pubblicità…
Ogni piattaforma e mezzo ha regole e dinamiche proprie, e utilizzarle nel modo corretto fa la differenza tra un messaggio che arriva e risulta efficace e uno che si perde nel nulla.
La comunicazione strategica non deve solo mirare a informare, ma deve far sì che il pubblico agisca: iscriversi, partecipare, acquistare, aderire a un’iniziativa.
Per questo è essenziale organizzarsi per tempo, distribuire il messaggio in modo efficace e farlo arrivare alle orecchie giuste nel momento giusto.
Meglio smettere di affidarsi al caso e iniziare a pianificare: un buon piano editoriale è la base per trasformare la comunicazione in risultati concreti e misurabili.